Ma si tanto è inutile ...
Ormai che non c'è nessun automatismo SSW ( o altre " particolarità " ) -> evento gelido in Italia ... sono sicuro l'abbiamo a coscienza praticamente tutti , forse proprio i novellini possono ancora inizialmente fraintendere ...
Il " misunderstanding " è comunque dietro l'angolo ogni volta , causa l'enorme aspettativa che certi " termini tecnici " creano nell'utente medio ...
Se a questi aggiungiamo gli immancabili articoli " clickbait " ( assolutamente nessun riferimento a questi lidi , ovvio ) è quindi comprensibile attraversare periodi di delusione .
Insomma ... avere aspettative alte / altissime quasi sicuramente porta quantomeno ad una certa impazienza se non peggio ...
A parziale giustificazione si potrebbe dire che questo è un risvolto della passione , difficile rimanere sempre lucidi e obiettivi ... specie da giovani !
" Beato colui che non si aspetta nulla, perché non resterà mai deluso "
* Alexander Pope
Capisco perfettamente il senso del tuo intervento, e secondo me è un punto che vale la pena ribadire spesso: non esiste alcun automatismo “SSW (o altra particolarità stratosferica) = evento gelido in Italia”.
Un Major SSW, quando avviene, è soprattutto un
fattore di rischio che può aumentare la probabilità di una fase a AO/NAM più negativa e di una circolazione più disturbata alle medie latitudini nelle 1–3 settimane successive. Ma l’aggancio verso il basso (“downward coupling”) non è garantito, non è sempre efficace, e soprattutto non dice
dove si piazzeranno i blocchi e
che traiettoria prenderanno le saccature. In altre parole: può favorire un pattern più “invernale” su scala emisferica, ma l’Italia resta appesa al dettaglio sinottico, ai giochi tra Atlantico e Mediterraneo, alla posizione dei massimi di blocco, alle ondulazioni del getto e al classico bivio “affondo ad ovest / affondo ad est”. E lì basta uno shift di poche centinaia di km per passare dal “gelo” al “nulla di fatto”.
Sul tema “misunderstanding”, concordo: certi termini tecnici, appena entrano nel linguaggio comune, diventano moltiplicatori di aspettativa. Se poi ci si mette la narrativa facile (senza fare riferimenti a nessuno), il cocktail è pronto: si confonde un segnale probabilistico con una promessa, e la delusione arriva puntuale.
Secondo me la chiave è questa: la stratosfera non va idolatrata né ignorata. Va letta come contesto e come modulatore, mentre il risultato “Italia sì/Italia no” lo decide quasi sempre la troposfera con i suoi incastri (assetto NAO, wave breaking atlantico, disposizione dei centri d’azione, eventuale cut-off mediterraneo, ecc.). Quindi benissimo tenere d’occhio SSW/NAM/U10 e wave driving, ma senza trasformarli in un “biglietto vincente” per il gelo.
E chiudo con Pope: verissimo “beato chi non si aspetta nulla”. Io la metterei così: aspettative sì, ma tarate sulla probabilità e non sul desiderio. La passione ci sta, l’impazienza pure, però se manteniamo il piano tecnico (e spieghiamo ai novellini
cosa è segnale e
cosa è scenario) ci risparmiamo parecchie illusioni inutili.