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L'AGW spiegato semplice in un grafico

incudine

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Cosa c'entra un inverno siccitoso e con poche precipitazioni con l'affermazione ridicola del non ci sarà più neve sull'arco alpino nei prossimi anni. Vai a vedere le differenze di nevosità invernali e vedrai ovviamente differenze enormi da un anno all'altro, non c'è mai stata una normalità di nevicate invernali nell'arco alpino, puoi vedere inverni fine anni 80 anticiclonici quasi completamente senza neve. ma non c'era nessun profeta allora che predicava la fine della neve come oggi
Te perdi sempre l'occasione per stare zittoIl mio post era ovviamente rivolto a Ponente che aveva messo quella simpatica vignetta.Che come spesso risulta essere forviante e ridicola.
 

maurino

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ponente

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Te perdi sempre l'occasione per stare zittoIl mio post era ovviamente rivolto a Ponente che aveva messo quella simpatica vignetta.Che come spesso risulta essere forviante e ridicola.
Ah certo...invece scrivere articoli con tanto di foto e far passare che non vi sia neve sul Sella Nevea non è fuorviante vero?? :oops: Quindi cos'hai da rispondere a riguardo il grafico delle nevicate delle Dolomiti? Tu e altri confondete la meteorologia con la climatologia, eppure siete da abbastanza tempo su questo forum, per capire la differenza.
 

incudine

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Ah certo...invece scrivere articoli con tanto di foto e far passare che non vi sia neve sul Sella Nevea non è fuorviante vero?? :oops: Quindi cos'hai da rispondere a riguardo il grafico delle nevicate delle Dolomiti? Tu e altri confondete la meteorologia con la climatologia, eppure siete da abbastanza tempo su questo forum, per capire la differenza.
Non ho scritto nessun articolo e mai ho parlato di clima.Invece sei tu che metti continuamente foto di nevicate qua e la per il globo per avvalorare la tua tesi. Cosa ridicola.Sei proprio te un mistificatore e inveve accusi gli altri.Posa il fiasco vai.
 

incudine

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Questa l'ho messa io?
 

ponente

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Non ho scritto nessun articolo e mai ho parlato di clima.Invece sei tu che metti continuamente foto di nevicate qua e la per il globo per avvalorare la tua tesi. Cosa ridicola.Sei proprio te un mistificatore e inveve accusi gli altri.Posa il fiasco vai.
L'articolo non l'hai messo te, quello era chiaro, ma sei intervenuto a riguardo di quello che ho contestato.
Sui media passa che non ci sia neve sulle dolomiti da nessuna parte, questo è il punto.
 

ponente

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NEL NEW MEXICO, USA, GRAZIE ALL’ABBONDANZA DI NEVE, LA STAGIONE SCIISTICA VIENE PROLUNGATA FINO AL 16 APRILE

❄️

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🌍

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ponente

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𝗔𝗡𝗜𝗗𝗥𝗜𝗗𝗘 𝗖𝗔𝗥𝗕𝗢𝗡𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗔𝗜 𝗩𝗨𝗟𝗖𝗔𝗡𝗜

I campi flegrei ad ovest di Napoli, in Italia, sono tra i primi otto emettitori di anidride carbonica vulcanica nel mondo. Dal 2005, il cratere della Solfatara, , ha emesso volumi crescenti di gasx 4.000-5.000 tonnellate di anidride carbonica al giorno, equivalenti alle emissioni prodotte dalla combustione di circa 500.000 galloni di benzina. I ricercatori stimano che fino al 20% -40% delle attuali emissioni di anidride carbonica provengano dalla dissoluzione della calcite nelle rocce, mentre il 60% -80% provenga dal magma sotterraneo .
Quando il magma si sposta verso la superficie terrestre, la pressione decrescente sul magma provoca il degassamento, il rilascio di gas precedentemente intrappolati all'interno del magma, tra cui vapore acqueo, anidride carbonica e anidride solforosa.
Le eruzioni sono spesso precedute da maggiori flussi di gas, ma ciò non significa che ogni aumento delle emissioni di gas sarà seguito da un'eruzione. È anche possibile che l'anidride carbonica provenga da fonti diverse dal magma. Anche l'interazione tra i fluidi sotterranei caldi e le rocce ospiti può rilasciare anidride carbonica.
L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha monitorato le emissioni di gas dal cratere della Solfatara dal 1983, fornendo una lunga registrazione delle variazioni di volume e composizione dei gas emessi. Confrontando i rapporti di azoto, elio e anidride carbonica nelle emissioni, i ricercatori avevano stabilito in precedenza che i gas provenivano da fonti profonde di magma.
Ma quando la regione ha iniziato a sperimentare un aumento dei disordini nel 2005, i dati hanno cominciato a deviare dalle impronte chimiche dei magmi, una tendenza che ha continuato ad aumentare nel tempo insieme all'aumento delle temperature nel sistema idrotermale poco profondo. I disordini sono continuati e nel 2012 il livello di allerta è stato innalzato da verde a giallo, indicando che c'è un'attività intensificata ma non una minaccia imminente di eruzione.
Oltre a piccoli terremoti e maggiori emissioni di gas, la regione ha subito anche deformazioni della superficie del suolo. La circolazione di fluidi caldi nel sottosuolo potrebbe spiegare l'aumento delle temperature, la deformazione del suolo e l'aumento delle emissioni di gas: anche l'interazione di fluidi acidi caldi con la calcite nelle rocce rilascia anidride carbonica. I carotaggi delle rocce di studi precedenti rivelano che la calcite nelle rocce ha una composizione simile alle emissioni di gas.

www.geologitv.net

Una legge subito: Potranno esistere d'ora in poi solo i vulcani euro 7 o 8 gli altri verranno tappati
:ROFLMAO:
 

GM Chenal

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I dati ARPAV sull'innevamento nelle dolomiti sud ci dicono che dagli anni 80 il trend è positivo

Visualizza allegato 11616
E sulle Alpi Occidentali?
Parlando di ghiacciai e facendo riferimento al ghiacciaio Ciardoney (Gran Paradiso) (che rientra tra i ghiacciai campione, ossia con serie almeno trentennale, del World Glacier Monitoring Service di Zurigo), il bilancio di massa annuo è in costante riduzione dagli anni '90 del secolo scorso, da quando sono iniziate sistematiche e puntuali misurazioni.
Le perdite di massa cumulate hanno raggiunto i -43 m con un trend che in 30 anni è palesemente orientato verso una massiccia ritirata dei ghiacci.
20220921 Ciardoney_bilmassa~2.jpg
Al link seguente il reportage completo
http://www.nimbus.it/ghiacciai/2022/220922_CiardoneyBilancio.htm
 
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setra85

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E sulle Alpi Occidentali?
Parlando di ghiacciai e facendo riferimento al ghiacciaio Ciardoney (Gran Paradiso) (che rientra tra i ghiacciai campione, ossia con serie almeno trentennale, del World Glacier Monitoring Service di Zurigo), il bilancio di massa annuo è in costante riduzione dagli anni '90 del secolo scorso, da quando sono iniziate sistematiche e puntuali misurazioni.
Le perdite di massa cumulate hanno raggiunto i -43 m con un trend che in 30 anni è palesemente orientato verso una massiccia ritirata dei ghiacci.
Visualizza allegato 11635
Al link seguente il reportage completo
http://www.nimbus.it/ghiacciai/2022/220922_CiardoneyBilancio.htm
Il trend che ho postato fa riferimento al trend nivologico e non parla di glaciologia.
Le condizioni di innevamento non determinano il trend glaciologico come ben sai.
 

GM Chenal

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Il trend che ho postato fa riferimento al trend nivologico e non parla di glaciologia.
Le condizioni di innevamento non determinano il trend glaciologico come ben sai.
Certamente ma credo che ciò che conta di più sia quello che effettivamente resta nel "piatto" a fine stagione, ossia il bilancio di massa annuo...
Ammesso (e anche concesso) che in quota nevichi un po' di più (a bassa quota, tuttavia, sicuramente nevica di meno, dati alla mano) se poi l'ablazione estiva è imponente e surclassa (di molto) gli accumuli capisci bene che il trend nivologico, pur interessante, è molto relativo.
 

setra85

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Certamente ma credo che ciò che conta di più sia quello che effettivamente resta nel "piatto" a fine stagione, ossia il bilancio di massa annuo...
Ammesso (e anche concesso) che in quota nevichi un po' di più (a bassa quota, tuttavia, sicuramente nevica di meno, dati alla mano) se poi l'ablazione estiva è imponente e surclassa (di molto) gli accumuli capisci bene che il trend nivologico, pur interessante, è molto relativo.
Esatto.
La stagione dell'ablazione è cio che conta nella glaciologia.
Anche se nella stagione del raffreddamento le precipitazioni non sono abbondanti poco cambia.
Ciò che conta sono ĺe temperature medie, ovvero il trend, nella stagione del riscaldamento.
 

andi

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I campi flegrei ad ovest di Napoli, in Italia, sono tra i primi otto emettitori di anidride carbonica vulcanica nel mondo. Dal 2005, il cratere della Solfatara, , ha emesso volumi crescenti di gasx 4.000-5.000 tonnellate di anidride carbonica al giorno, equivalenti alle emissioni prodotte dalla combustione di circa 500.000 galloni di benzina. I ricercatori stimano che fino al 20% -40% delle attuali emissioni di anidride carbonica provengano dalla dissoluzione della calcite nelle rocce, mentre il 60% -80% provenga dal magma sotterraneo .
Quando il magma si sposta verso la superficie terrestre, la pressione decrescente sul magma provoca il degassamento, il rilascio di gas precedentemente intrappolati all'interno del magma, tra cui vapore acqueo, anidride carbonica e anidride solforosa.
Le eruzioni sono spesso precedute da maggiori flussi di gas, ma ciò non significa che ogni aumento delle emissioni di gas sarà seguito da un'eruzione. È anche possibile che l'anidride carbonica provenga da fonti diverse dal magma. Anche l'interazione tra i fluidi sotterranei caldi e le rocce ospiti può rilasciare anidride carbonica.
L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha monitorato le emissioni di gas dal cratere della Solfatara dal 1983, fornendo una lunga registrazione delle variazioni di volume e composizione dei gas emessi. Confrontando i rapporti di azoto, elio e anidride carbonica nelle emissioni, i ricercatori avevano stabilito in precedenza che i gas provenivano da fonti profonde di magma.
Ma quando la regione ha iniziato a sperimentare un aumento dei disordini nel 2005, i dati hanno cominciato a deviare dalle impronte chimiche dei magmi, una tendenza che ha continuato ad aumentare nel tempo insieme all'aumento delle temperature nel sistema idrotermale poco profondo. I disordini sono continuati e nel 2012 il livello di allerta è stato innalzato da verde a giallo, indicando che c'è un'attività intensificata ma non una minaccia imminente di eruzione.
Oltre a piccoli terremoti e maggiori emissioni di gas, la regione ha subito anche deformazioni della superficie del suolo. La circolazione di fluidi caldi nel sottosuolo potrebbe spiegare l'aumento delle temperature, la deformazione del suolo e l'aumento delle emissioni di gas: anche l'interazione di fluidi acidi caldi con la calcite nelle rocce rilascia anidride carbonica. I carotaggi delle rocce di studi precedenti rivelano che la calcite nelle rocce ha una composizione simile alle emissioni di gas.

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:ROFLMAO:
I Talebani ambientalisti europei proporranno subito una direttiva che obblighi gli Stati a tappare i crateri dei vulcani!!
 

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